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Diario di bordo

E se la trascrizione ce l'hai già?

Da oggi puoi incollare un testo invece di caricare un audio, e pagare solo l'elaborazione. È metà di una cosa che avevo promesso il primo giorno.

Nel primo post di questo diario, il 27 luglio, avevo scritto che volevo poter dare in pasto a Scriba anche appunti già presi, e non solo registrazioni.

Da oggi ne è arrivata metà.

Cosa si può fare

Su Carica ora ci sono due strade. Quella di sempre — trascini l'audio e lo trascriviamo — e una nuova: incolli il testo, oppure carichi un .txt o un .md.

Da lì in poi succede esattamente quello che succedeva prima: il testo diventa appunti divisi per argomento, glossario dei termini, flashcard per Anki, la simulazione d'esame, il PDF impaginato. Nessuna differenza, perché è la stessa pipeline: cambia solo da dove arriva il testo.

Serve a chi la trascrizione ce l'ha già. Te l'ha passata un compagno, te l'ha data il docente, l'hai scritta tu a mano durante la lezione, l'hai ottenuta da un altro strumento. Prima, per farci qualcosa con Scriba, non c'era modo.

Quanto costa

I minuti non li paghi. Non c'è niente da trascrivere, quindi non c'è nessuna parte variabile: resta solo il livello che scegli — Appunti Smart 2,50 €, Kit Esame 3,50 € — e il prezzo non cambia con la lunghezza del testo.

Se vuoi soltanto il PDF impaginato, senza elaborazione, sono 25 centesimi.

Questa è la cosa che mi ha fatto pensare più a lungo. La prima idea era far pagare anche qui una quota a parola, ed era sbagliata: da utente la domanda sarebbe stata «perché pago la parte variabile se salto la trascrizione?», e non avrei avuto una risposta onesta. Quindi non si paga.

Il rovescio è che una tariffa piatta su un testo di lunghezza qualsiasi è generosa sui testi lunghi e meno sui corti. Se un giorno diventerà insostenibile lo scriverò qui prima di cambiarla, non dopo.

I limiti, detti subito

Fino a 25.000 parole per volta, che sono più o meno quattro ore di parlato: lo stesso confine dell'audio, in un'unità diversa. Sotto le 50 parole non si parte, perché non è una lezione, è un titolo.

Niente scansioni, niente PDF, niente foto di appunti. È la metà che manca della promessa di luglio: per quella serve il riconoscimento del testo dalle immagini, e non l'ho ancora fatto.

Solo testo semplice. Un .docx non lo legge: apri, copia, incolla.

La cosa che si è rotta per prima

Il diario serve anche a questo, quindi la racconto.

Il primo documento vero che ho passato alla via nuova aveva sei sezioni numerate, con i suoi titoli. Ne sono uscite due, e la prima aveva un titolo che nel testo non esisteva.

Il motivo: quando spezza un testo lungo, Scriba cerca i titoli e taglia lì. Se i titoli ci sono, le sezioni corrispondono a quelle vere; se non ci sono, taglia a misura, e il risultato è un documento diviso a metri. Quel file, copiato da un PDF, aveva perso tutti gli a-capo: i titoli erano saldati al paragrafo che seguiva, e per Scriba non esistevano più.

Ora fa due cose. Riconosce i titoli e ci taglia sopra — sullo stesso documento le sezioni sono tornate sei. E se incolli un testo lungo senza quasi nessun a-capo, te lo dice prima di partire: gli appunti verranno lo stesso, ma divisi peggio, e se puoi rimettere ogni titolo su una riga sua viene meglio.

Preferisco un avviso che costa una riga a un PDF da rifare.

Cosa arriva dopo

Il riconoscimento del testo dalle immagini, per chiudere l'altra metà: fotografi gli appunti e diventano appunti veri.

E la scheda è in beta: la trovate marcata così sulla pagina di caricamento. Non perché me ne lavi le mani, ma perché l'ho provata su pochi documenti e i vostri saranno diversi dai miei. Se vi esce qualcosa di storto, scrivetemi e mandatemi il file: è il modo più rapido perché smetta di essere storto.

Da leggere dopo

Le guide sono la parte pratica: come si registra, cosa farne del testo, e quanto costa davvero in tempo.

Se invece vuoi vedere come esce davvero un documento, ci sono gli esempi con il testo vero di una lezione, e la vetrina dei formati PDF.

Hai una domanda o qualcosa non ti torna? Scrivici: dietro Scriba c’è una persona sola, e legge davvero.